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Puteolani nel mondo

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Questa sezione è dedicata ai puteolani nel mondo. L'idea è quella di stabilire, nel tempo, un contatto diretto con i singoli e le comunità puteolane presenti all'estero, attraverso lo scambio di informazioni, fotografie, documenti, ecc.

 Il primo passo per creare anche una rete di contatti, che, come il filo di Arianna, unisca: ricordi, emozioni, momenti e storie quotidiane.

Apriamo la nuova sezione dedicata ai puteolani nel mondo con un saluto di benvenuto, attraverso frammenti di ricordi rappresentati da un collage di cartoline antiche di Pozzuoli. 

 

Per informazioni e contatti, seguire il link del 'modulo contatti':

 http://www.palazzotoledo.comune.pozzuoli.na.it/index.php/contatti-informatico

 

Le cartoline fanno parte della collezione privata di Procolo Sponta, che ne ha gentilmente concesso la pubblicazione. 

 


 

Sophia vista da "Cinema Nuovo"

 

 


 

Un viaggiatore tedesco del XIX secolo descrive Pozzuoli

 

 

 


 

 Un Puteolano nel Campo di Sterminio di Mauthausen

Articolo del prof. Antonio Alosco pubblicato sul "BOLLETTINO FLEGREO"

Numero 20 del Dicembre 2005

                                 


 

 

 25 aprile, anniversario della liberazione d'Italia

La lapide che ricorda gli eroici cittadini puteolani, vittime della rappresaglia nazista, scatenatasi dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943:

 

 


 

Da “Pozzuoli” storia, tradizioni e immagini di Gianni Race, edizioni cieSseti, si riporta, la cronaca di un atto di crudeltà: “Giulia Fasano, eroina della resistenza puteolana. Il 30 settembre 1943 fu uccisa alle falde di Montenuovo dai nazisti. La sedicenne giovane artista cadde, mentre raccoglieva legna e fiori di campo “

 

Giulia Fasano, sedici anni, una carriera scolastica di eccellenza, una carica di vitalità eccezionale, che lasciava presagire brillanti esiti per le sue attitudini artistiche (pittrice avviata e poetessa dotata). Poi venne quel truce mattino del 30 settembre 1943 col destino crudele in agguato.

Nella nottata i nazisti avevano fatto saltare gli ultimi capannoni delle fabbriche e le polveriere della zona flegrea. Si preparavano a ritirarsi verso nord. Gli alleati si annunciavano alle porte di Napoli, dove entrarono il giorno successivo.

Un'ultima pattuglia era rimasta nei paraggi dell'albergo dei Cesari, già minato e da cui sboccavano ondate di fumo.

Bruciavano documenti e materiali vari, proiettili abbandonati, nei locali di quello che fu il Quartiere generale delle forze germaniche nel Sud Italia; di lì erano passati i protagonisti di numerose vicende belliche; da Rommell a Kesselring, da Von Arnim a Thoma, fino al Colonnello Scholl (ultimo comandante nazista di Napoli).

Il primo apparire del sole era stato salutato da un silenzio immenso e denso.

Si respirava il 'nuovo' che si annunciava strano ed esaltante.

Giulia lo sentiva come l'irrompere della vita: era cresciuta in una famiglia di antifascisti. Si potrebbe congetturare che fosse uscita non a raccogliere legna per la cucina familiare ma, trovandosi come fece, raccogliere fiori di campo, e librarsi nei passi di una danza classica con tutta la febbre della libertà, che le ronzava nel sangue. Non immaginava che l'ultima pattuglia tedesca, lasciata dietro le linee dal grosso dei reparti in ritirata, fosse acquattata dietro un fossato.

La scorsero china a frugare tra le sterpi e i rami secchi e con vile freddezza le tirarono addosso come ad un agnello innocente. Lei sorrise. Chissà se riuscì a dire una parola di sorpresa o di perdono. I suoi occhi ancora splendevano, quando soccorse la folla dei parenti e dei conoscenti.

Lontano si spegneva l'eco di un rombo di sidecar in fuga dei due nazisti assassini".

 


 

Sgombero del Rione Terra

Da “ Il Mattino ” del 28 febbraio 1970. Articolo e foto contenute nel volume: " Storia fotografica di Napoli 1958 - 1970 ". Dal boom economico agli anni della contestazione (fotografie Archivio Carbone / Archivio Photosud) edizioni Intra Moenia

Pozzuoli può morire lentamente. È questo il parere degli scienziati: i sismografi hanno registrato in tutta la giornata di domenica nove lievi scosse telluriche con epicentro sul fondo del golfo di Pozzuoli, ad un chilometro circa dalla costa. La gente piange per le strade; colonne di auto private lasciano la città. Famiglie intere, le povere masserizie sulle spalle, percorrono le viuzze della Pozzuoli vecchia guardandosi attorno smarrite. Lo sgombero è cominciato alle 17.00, quando il primo camion della polizia ha caricato otto nuclei familiari. Tutto il rione Terra (seimila persone circa), l'antico quartiere medioevale arroccato sui ruderi dell' Acropoli alle spalle del porto, deve essere evacuato. Dal tramonto e per tutta la notte l'esodo è stato ininterrotto. Molti, nonostante la paura, non vogliono lasciare le loro case: sono pescatori, piccoli commercianti, operai che lavorano alla giornata nel porto ed al mercato. Hanno lì, nel cuore della città, il centro dei loro affari ed è a Pozzuoli che essi  traggono le uniche fonti del loro misero guadagno.

 

                

 


 

 

Guglielmo Giannini, testimone del disagio dei ceti medi e della piccola borghesia,
in seguito alla sconfitta nazionale nel secondo conflitto mondiale.

 

 

Dal volume di Gianni Race “ POZZUOLI storia, tradizioni e immagini” edito da ciesseti , dicembre 1984, nella sezione “I Personaggi” alle pagine 171 e 172, si riportano i ricordi dell’infanzia abbascio ‘o mare, di Guglielmo Giannini, in occasione di un comizio elettorale in vista delle elezioni del 2 giugno 1946.

 

Dall’Enciclopedia Italiana di Scienze Lettere ed Arti, nell’Appendice II, le note biografiche: Gugliemo Giannini - Autore drammatico, giornalista e uomo politico, nato a Pozzuoli il 14 ottobre 1891. Si dedicò ben presto al teatro ed alcune sue commedie specialmente del genere “giallo comico” (Grattacieli, 1930; Mimosa 1934; I rapaci 1935; Mani in alto, 1935; Supergiallo, 1936; Maschio e femmina, 1937; Eva in vetrina, 1939), hanno avuto un certo successo. Fra i suoi scritti recenti si cita La folla, Roma 1946.
Fondato nel 1945 il settimanale L’Uomo Qualunque, il Giannini, fece leva sul profondo malcontento e disagio soprattutto dei ceti medi e della piccola borghesia italiana, stremati dalla guerra e dalla crisi economica e ostili alla politica dei comitati di liberazione, creando intorno a sé un vasto movimento di opinione pubblica che si incanalò nel partito dell’ Uomo qualunque. Dopo il successo conseguito nelle elezioni del 2 giugno 1946, che portarono alla costituente 32 deputati “qualunquisti”, la mancanza nel partito di un programma concreto e di saldi motivi di unione segnarono il declino della fortuna politica del Giannini, che non risultò eletto nelle elezioni politiche del 18 aprile 1948.

Guglielmo Giannini

 

Guglielmo Giannini da "Pozzuoli storia, tradizioni e immagini" di Gianni Race