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Chi era Don Pedro ?

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Don Pedro Alvarez de Toledo y Zúñiga, nacque nel 1484, forse il 13 luglio, ad Alba de Tormes, nella provincia di Salamanca, e apparteneva ad una delle più potenti famiglie della nobiltà di Spagna, essendo figlio del secondo duca d’Alba.

Apprezzato per le sue qualità militari già dal re Ferdinando il cattolico, conquistò anche la fiducia di Carlo V d’Asburgo, sino a diventarne uno dei più fidi e ascoltati consiglieri. Nominato alla guida del Vicereame napoletano da Carlo V, è il protagonista centrale della storia di Pozzuoli, di cui volle fortemente la rinascita dopo la disastrosa eruzione del Monte Nuovo.

Arrivò a Napoli il 4 settembre del 1532, preceduto già da grande fama, tanto che, narrano le cronache, venne accolto con manifestazioni di un fasto che non si erano mai viste prima di allora. Napoli era appena uscita dall'epidemia di peste del 1530 e don Pedro avviò subito un risanamento igienico ed edilizio della capitale e ordinò che la città si dovesse espandere al di fuori della vecchia cinta muraria che ormai la soffocava. 
Nel 1534, avviò la pavimentazione delle strade di Napoli e, su progetto dei regi architetti Ferdinando Manlio e Giovanni Benincasa, fece aprire la grande arteria, che da lui prenderà poi il nome, cioè via Toledo, collegamento stradale con quelli che allora erano gli alloggi delle truppe spagnole, e che oggi sono conosciuti come i quartieri spagnoli.
In vent'anni di governo trasformò Napoli, rendendola una delle maggiori capitali italiane ed europee, ma soprattutto ne fece una delle roccaforti dell'impero spagnolo
. La politica di Don Pedro presenta, ovviamente, luci ed ombre. Riuscì ad elevare il prestigio del vicereame quasi ai livelli di un regno autonomo, ma facendosi forte del consenso di Carlo V, lo guidò con mano pesante, facendo sentire tutta l’autorità e la potenza della Spagna su nobili, religiosi e popolo.
Riuscì a domare i baroni, ponendo un freno ai loro soprusi ma finì per condizionare e addirittura a scegliersi gli Eletti del popolo.
Cercò di introdurre l’Inquisizione spagnola, ma dovette rinunciare al progetto per la ribellione che ne seguì e, in definitiva, come scrisse Benedetto Croce tenne ad essere non già amato, ma temuto.

Nonostante uno stato di salute precario, Carlo V gli ordinò di recarsi, con le truppe spagnole, a reprimere la rivolta della città di Siena. Nel corso del viaggio, visto il peggiorare dello stato di salute, il Viceré fu trasportato in gravi condizioni a Firenze, dove risiedeva la figlia Eleonora. Morì nella capitale toscana, il 22 febbraio1553, e fu sepolto in Santa Maria del Fiore. Le spoglie di Don Pedro sono rimaste a Firenze e non sono mai più tornate a Napoli.

Don Pedro sposò Maria Osorio y Pimentel, seconda marchesa di Villafranca del Bierzo, e dal matrimonio nacquero sette figli, tre maschi, Federigo, Garcia e Luigi, e quattro femmine, Isabella, Eleonora, Giovanna, Anna. Tra i figli del viceré la storia ricorda soprattutto Garcia ed Eleonora. Garcia o Garzia, fu uno dei più valorosi ammiragli della flotta spagnola e luogotenente della guerra di Siena. Ereditò il titolo materno diventando il terzo marchese di Villafranca, sposò Vittoria della potente famiglia dei Colonna e nel 1565 venne nominato Viceré di Sicilia dal re Filippo II. Eleonorasposò Cosimo I de' Medici, diventando duchessa di Toscana, ruolo nel quale dimostrò una spiccata personalità in tutto degna di quella paterna. Maria Osorio morì nel 1539, e nel 1552 Don Pedro sposò in seconde nozze Vincenza Spinelli, figlia del duca di Castrovillari.