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“Pittura funeraria, da Cuma”

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Pittura funeraria, da Cuma

 

 

Immagine e didascalia tratte dal volume “Museo Nazionale di Napoli”, a cura di Bianca Maiuri, della collana Musei e Monumenti dell’Istituto Geografico De Agostini – Novara

 

Su un seggio con dorsale siede una greve matrona fastosamente ornata di monili, indossa una tunica bianca con arabeschi e mantello annodato sul petto; il capo è coperto da un singolare berretto conico.

L’atteggiamento di tutta la figura è di chi sta in posa; l’unico movimento che essa compie è quello di sollevare, con la destra, lo specchio all’altezza del volto. Sulla sinistra del campo figurato, un’esile giovanetta, anch’essa con lunga tunica bianca, si appresta a recare alla matrona un elegante cesto per le offerte (kalathos) e un alabastron con le essenze occorrenti alla toeletta.

Sul fondo sono dipinti alcuni melograni, il frutto dei riti funebri quale simbolo di morte e resurrezione.

Questo dipinto venne staccato da una tomba “a camera” della necropoli di Cuma; e ad esso va attribuito il singolare pregio di tramandarci un aspetto della Cuma italica: evidente è infatti il tipo osco-campano della salda figura di donna seduta, non solo nell’opulenza delle forme e nei tratti fisionomici, ma anche nell’ostentazione e preziosità di abiti e monili.